

ELLADE BANDINITanto creativo nel generare nuove idee nello spettacolo, quanto robusto nel portare il groove. Ma lui il groove lo ha portato nei dischi più famosi della musica italiana, da De André a Mina, passando per più di quattrocento celebri incisioni. Ellade suona il pop con una grande personalità, ma è anche un jazzista vecchia maniera, uno di quelli che danno del tu al piatto e che sanno far suonare le spazzole anche su un pezzo di ferro. |
WALTER CALLONIQuando lo vedi suonare fa paura. A dispetto dei trent'anni di carriera musicale, Walter è uno che non ama sedersi, anzi. Sempre aggiornato sulle nuove tecniche dello strumento, ha conservato la velocità e la spettacolarità del batterista rock, di quel Walter Calloni che ha marchiato indelebilmente la musica a cavallo tra i 70 e gli 80, periodo in cui si era liberi di sperimentare e si suonava per divertire e divertirsi. Battisti, Finardi, Nannini, Area, Pfm, De André, Fossati hanno chiamato Walter Calloni solo per fare i loro dischi migliori. |
MAXX FURIANTanto veloce con le bacchette quanto pronto a fulminare con il suo tagliente senso dell'umorismo, amaro e goliardico, a metà tra Paolo Villaggio e Buster Keaton. L'umorismo, insieme alla voglia di giocare, restano due elementi fondanti del drumming di Maxx, che - paradossalmente - è considerato uno dei batteristi più seri in Italia, protagonista di alcune delle produzioni live più importanti al mondo. Ma Furian sa anche essere alla moda: andate a leggere le note di copertina dell'ultimo disco di successo, il batterista non potrà che essere lui. |
CHRISTIAN MEYERSvizzero nella precisione, italiano nella lucida follia con cui spezza, anticipa, sospende e riprende i suoi ritmi e i suoi lanci solistici. La sua geniale concezione poliritmica ne fa uno dei batteristi più richiesti sia in ambito jazz sia nel pop sia negli incontri per batteristi in Italia e negli Stati Uniti. Condannato in perpetuo ad essere definito "il batterista di Elio e le Storie Tese", Christian è un jazzista moderno prestato al rock, proprio lui che il rock non lo ha mai ascoltato da ragazzo. |
PAOLO PELLEGATTIDa giovane era già arrivato al Capolinea. Ora che il Capolinea - tempio del jazz milanese - non c'è più, Paolo rimane una delle icone di quell'antica scuola meneghina che tanto ha dato allo swing nostrano. Il suo curriculum sembra l'enciclopedia del jazz, con Rava, Urbani, Gaslini e mille altri. Ed è una fortuna che Paolo Pellegatti abbia deciso di tramandare questa sua sapiente arte aprendo una delle scuole di musica più famose in Italia. (Parola di: Mario Riggio)
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